Chrome (in versione Beta), il nuovo browser di Google, che promette una nuova esperienza di navigazione Internet, più sicura, stabile e al riparo da phishig, spoofing, smoorfing ed altre diavolerie simili, è sbarcato sui PC dei (s)fortunati internauti (o sarebbe meglio: "naviganti"?) che si sono precipitati a farne il download.
Io sono uno di questi.
Ho anche un merito aggiuntivo: essendo un ormai convertito alla Mela (uso assiduamente un Apple MacBook Pro con Leopard e per me e gli altri Applemaniaci Chrome non era disponible) ho resuscitato un vecchio Laptop con Windows XP per l'occasione, e - non senza fatica - l'ho ricollegato alla Rete, ho "scaricato" ed installato.
In versione Beta, certo, so che è un "work-in-progress". Non mi aspetterò che funzioni...
Download veloce, in stile BigG, installer "a livello", nessun problema.
Doppioclicco la neocomparsa icona sul desktop e mi coglie un deja-vu: ho già vissuto questo momento!
Per rendergli la vita facile gli sottopongo il sito che meglio dovrebbe digerire: www.google.it e da lì mi fdaccio un giro su Analytics, Strumenti per il webmaster, AdSense, GMail... Chrome non perde un colpo: velocissimo ed accurato nel rendering, stili assolutamente uguali a quelli mostrati da Firefox, IE, Opera... Ah, già ... Opera! Ecco il deja-vu! Qualcosa di Chrome lo fa assomigliare ad Opera.
Poi decido di stressarlo: apro contemporaneamente Facebook, Myspace, Repubblica.it, Playboy.com (almeno io lo ammetto...) e ICTBlog.it, ognuno uno in un tab diverso della stessa finestra.
Too good to be true!
Chrome resta veloce e reattivo, consuma pochissima della scarsa (256 MB) memoria del mio Asus con Pentium 3 a 1.1 GHz e quando richiudo i tab... sembra Opera!
Ha i nove rettangoli con gli snapsot degli ultimi siti. Ho poi scoperto che via via che lo utilizzo gli snapshot si aggiornano con le versioni più recenti, si dispongono a seconda del maggiore utilizzo del rispettivo sito e che quelli meno utilizzati vengono rimpiazzati con i più frequenti (Playboy non è sparito...).
Intanto che io cercavo di stressare Chrome e lo mostravo ai colleghi solo-Apple, quei cervelloni dell'Università di Genova hanno trovato una falla di sicurezza nel Nostro Motore:
Il gruppo di ricerca del Laboratorio di intelligenza artificiale del dipartimento di Informatica ligure ha scoperto che il sistema di autenticazione del motore di ricerca era vulnerabile e ha individuato i problemi che mettevano a rischio il funzionamento del sistema. Individuato il guaio, i gestori del motore di ricerca hanno subito eliminato il difetto.
Mmmmm. In realtà la falla è parecchio complessa sia da scoprire che da incapparci:
La scoperta è stata fatta dal professor Alessandro Armando che coordina il laboratorio di Intelligenza artificiale nella facoltà di Ingegneria. "La vulnerabilità del protocollo impiegato da Google spiega il professore Armando è stata individuata da un programma per l'analisi automatica dei protocolli di sicurezza messo a punto nel nostro gruppo di ricerca. La verifica del corretto funzionamento degli apparati a elevata complessità è una delle nuove frontiere dell'Intelligenza artificiale e il risultato ottenuto dal nostro team è un passo importante in questa direzione".
ho chiuso e rip
Meno male che c'era Don Alessandro con i suoi guru a indagare...
Alla fine ho chiuso Chrome e riposto l'Asus Wintel fino a stamattina, quando ho avuto voglia di scrivere questo Post, ed ho pensato di usare il mio blog con Chrome.
Magari una falletta la scopro anch'io!
Doppioclicco la mia nuova icona, accedo a market66... e Chrome crasha come nessun altro. Semplicemente si chiude, non lascia sporco da nessuna parte, mi restituisce la RAM che gli ho prestato.
Silenzio e dignità , uscire da un insuccesso come un samurai sconfitto.
Fare Harakiri?
Spero proprio di no. Chrome è un bel browser e la tecnica con cui è stato sviluppato lo candida a grandi successi.
E poi, Don Alessandro e i cervelloni vigilano...
(I testi quotati sono tratti da un articolo de La Repubblica che trovate
qui)